Coro La Biele Stele
Il coro La Biele Stele nasce nel 1997 per iniziativa di alcuni studenti
dell’Università di Bologna, decisi a mettere a frutto la loro passione per i canti di montagna.
Il coro diventa presto uno strumento per far conoscere a tutti la bellezza primigenia di un
repertorio unico al mondo, partecipando, anche al di fuori dell’Emilia-Romagna, a eventi di
beneficenza e a iniziative dedicate alla Grande Guerra.
Per vocalità e stile, il repertorio è figlio diretto di quello del Coro SAT. La Biele Stele canta
volentieri anche brani di Bepi De Marzi, senza rinunciare a uno sguardo sugli autori di oggi, come
Giorgio Susana, Mario Lanaro e Mauro Zuccante.
Nel 2014 nasce una proficua e apprezzata collaborazione con il Circolo degli Ufficiali
dell’Esercito, nel centro storico di Bologna. Il 6 novembre 2016 il coro partecipa a
“Yarmònia”, masterclass organizzata dal coro CeT di Milano per incontrare giovani realtà
corali, sotto la guida del M° Massimo Corso, direttore del coro Monte Cauriol di Genova. Nel
maggio 2018 partecipa alla masterclass corale “Dopo la Montanara”, organizzata dal CAI di
Padova, e nello stesso anno incontra il coro Croz da la Stria di Trento in un concerto congiunto
a Bologna.
Nel 2019 ospita il CeT per un concerto a Bologna; nel novembre 2023 è invece ospite, insieme al
coro Sasso Rosso, della rassegna “Cantare in montagna” a Canazei, organizzata dal coro Valfassa.
Nel 2026 La Biele Stele diventa ufficialmente un’associazione culturale e inaugura questa nuova
veste con il concerto di questa sera, accanto al coro da cui tutto è cominciato.
Coro SAT
Il Coro SAT nasce a Trento nel 1926: risale infatti al 25 maggio di quell’anno
la prima esibizione ufficiale con la denominazione di Coro della S.O.S.A.T., mantenuta fino ai
primi anni Trenta. Fondatori e animatori ne furono i fratelli Enrico, Mario, Silvio e Aldo
Pedrotti che, sulla spinta dell’allora presidente della SOSAT Nino Peterlongo, assieme a un
gruppo di amici progressivamente cresciuto, inventarono un nuovo modo di cantare e interpretare il
patrimonio della tradizione e della cultura popolare.
L’iniziativa artistica non tardò a interessare il mondo musicale, tanto che iniziò quasi
immediatamente la
collaborazione con musicisti come Luigi Pigarelli e Antonio Pedrotti: questi ebbero il grande
merito di comprendere l’inventiva e la novità interpretativa del coro, valorizzandole
sapientemente dal punto di vista tecnico. Accanto ai nomi prestigiosi di Renato Dionisi e Andrea
Mascagni, merita di essere segnalato in modo particolare il rapporto con Arturo Benedetti
Michelangeli, pianista tra i sommi del Novecento, che elaborò ben 19 canti popolari nell’arco di
40 anni: lavori che rappresentano un fatto assolutamente eccezionale, perché costituiscono l’unica
attività compositiva dell’artista.
In cento anni di attività il Coro SAT ha effettuato circa 2000 concerti in moltissime città
italiane e in parecchie capitali europee, spingendosi anche oltre oceano, portando il proprio
messaggio in Canada, negli Stati Uniti, in Messico, in Brasile e nella Corea del Sud. Ha una vasta
discografia (le prime registrazioni risalgono al 1933) che comprende oggi oltre 250 canti.
Naturalmente il coro ha gradatamente rinnovato il proprio patrimonio umano, per ragioni
anagrafiche; ma, pur nell’inevitabile mutazione fisica, il Coro SAT prosegue sulla strada
tracciata dai fondatori, mantenendo immutati il suono e lo spirito, continuamente assorbiti dai
nuovi elementi mediante un processo di assimilazione che si avvale di una preziosa eredità
culturale, artistica e umana.
Alla guida del coro si alterneranno il direttore Mauro Pedrotti e il vicedirettore Davide Busetti.